La donna botonica

Qualche settimana fa, nel mio giorno libero, sono andata in un caffè molto carino con la mia amica C, presa da una voglia irrefrenabile di torta di mele.

Un caffè che vende anche pezzi vintage di arredamento, un po’ hipster,  dove si mangia roba bio, si bevono cocktail nei bicchieri della marmellata- ormai il nome Rocco è associato più volte ai barattoli Bormioli, che al mitico Siffredi… O tempora! O mores!- e ci si siede su sedioline da giardino in ferro battuto, tipo quelle che c’aveva nonna, il tutto  situato in una piazzetta che sembra un cortile.

5093_10210_11643                                                                           Il “Quattro Stagioni” di Bormioli

Insomma, un posto adorabile! Almeno fino alle 18,30.

Alle 18,30 si è riempito di un esemplare di donna moderna che, personalmente, aborro. La donna botonica.

Prima che mi diate della reazionaria- insulto” che peraltro funziona sul mio ego esattamente come un morbido tocco di crema idratante-, voglio dire che non ripudio assolutamente la chirurgia plastica, ma quando è necessaria, anzi, in alcuni casi sono un’estremista della mutua… Ossia, non ti crescono le tette e hai solo due capezzoli? Te lo paga la mutua. Hai un naso talmente brutto che può crearti un danno psicologico? Idem. A casa tua non hanno installato la parabola, perché già ci sono le tue orecchie? Propugno per l’operazione neonatale.

Per il resto, sono del partito Mentadent: ” Prevenire è meglio che curare” e mi riempio di creme da anni.

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La Donna Botonica, di solito, ha circa 40 anni, ma ne dimostra 60.

Prima della paresi di tutti i muscoli facciali e dell’iniezione di vari riempitivi, era pure una figa, almeno nella maggior parte dei casi, ma ha avuto paura. Paura di invecchiare male, quindi, senza aspettare che il tempo facesse il suo corso, magari con esiti meno disastrosi, ha pensato di fare da sola. Non proprio da sola, è andata dal chirurgo.

Tralasciando i discorsi sui principi etici che animano l’operato di molti chirurghi plastici, principi etici, ma anche estetici, di dignità dubbia, mi soffermerei sul risultato di questi interventi.

La maggior parte delle donne botoniche è passata per almeno quattro step del rifacimento: ha iniziato con il naso, quando ancora i nasi li prendeva a martellate Thor e le narici le mettevano all’altezza delle occhiaie; ha continuato con il seno, alterando totalmente il senso della proporzione del suo corpo; si è fillerizzata, nel migliore dei casi, le labbra e gli zigomi e, ora, per festeggiare l’ingresso negli anta, sta meditando sul ringiovanimento vaginale, ovviamente corredato da sbiancamento anale. Allo stato attuale, è un ibrido fra Baglioni, Cher ed Eva Grimaldi, spesso con le labbra della Morich.
Generalmente, risponde al detto:”dietro liceo, davanti museo”, visto che continua a vestirsi come sua figlia, solo rifornendosi da Chanel, anzichè da H&M.
Oltre a vestirsi come sua figlia, ha anche le sue stesse abitudini: quindi, anziché andare a casa a preparare la cena, come sarebbe auspicabile, all’ora di cena è ancora a sbronzarsi in un locale.
( Ho chiaramente detto alle amiche presenti che, se a 40 anni mi comporto così, possono uccidermi.)
La presenza di un canide della grandezza di un topo, possibilmente isterico, è un compendio necessario. La donna botonica c’ha er cane, come direbbero nella mia nobilissima lingua d’origine, perché lei è animalista, infatti ha la pelliccia, ma compra al cane il cibo bio e lo fa sedere a tavola con lei.

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Un’altra caratteristica è l’iperattività: all’insegna del “faccio cose, vedo gente”, la botonica non sta mai ferma. Entra ed esce dal locale almeno sei volte, sebbene esista il servizio al tavolo. Fa capire che lei è di casa, e, nel contempo, riesce a stressare tutti quelli che siedono nei tavoli vicini.
Insomma, voi siete lì a rilassarvi e questa fa avanti e dietro quindici volte, che neanche al casello il 15 d’agosto c’è tutto questo andirivieni. ( Numerologia inconsapevole.)
Poi la senti parlare, dei suoi uomini, della sua vita- lavoro, shopping, benessere- e un po’ rimpiangi di avere un udito così fino, quello che ti rinfacciava il tuo ex quando eravate a cena fuori e riuscivi a captare il battito d’ali della farfalla cinque tavoli dopo…

“Lasciami tutte le rughe. Non ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele venire”
Anna Magnani al suo truccatore
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