Cosa ci piace di Rocco…

Sono di nuovo a casa contro la mia volontà.

Questa volta in infortunio. La culla del Rinascimento, per me, è la culla della sfiga.

Su circa un anno di contratto, ho fatto 15 giorni di ferie, 20 di malattia- la polmonite, mai avuta in vita mia- e 5 di infortunio.

Il medico che ha stilato il referto, poteva tranquillamente scrivere “Credevo di volare e non volo”.

referto1                                                 Le mie peripezie

Fortunatamente, i miei esperimenti di gravitazione, miseramente abortiti, non hanno lasciato gravi danni, se non contusioni varie e lividi- altro che “50 sfumature di rosso”-.

Quindi, in teoria sarei libera di girare per il mondo, visto che non ho l’obbligo di reperibilità, nella pratica, ho gli stessi dolori di una scampata ad una rissa, quindi esco poco e mi piego ancora meno.

La cattività fiorentina mi sta regalando, anche questa volta, grandi momenti di televisione.

Fra l’acquisto di un abito da sposa e l’altro, sono finita sull’Isola. No, non quella di Lost, ma quella dei Famosi, che, per lo più, hanno la mia stessa notorietà, quindi sono degli sconosciuti.  O meglio, lo sono quasi tutti, a parte due o tre, ma, soprattutto, a parte uno: Rocco. Non credo sia necessario citare il cognome.

ci-pensa-rocco-banner                                          Banner del programma dello scorso anno “Ci pensa Rocco”

E, dopo circa 4 strisce quotidiane, credo di aver capito cosa ci troviamo noi donne nell’uomo delle patatine.

Scommetto che ci sono persone, soprattutto uomini, che, sin dal titolo, hanno pensato che la risposta fosse in 30 cm… e invece no.

La media delle donne di 30 cm non sa cosa farsene, a meno che non si parli di fili di perle o di collane di brillanti.

Il mio amico Esse suole dire:”Mai sopra i 26″- e non si riferisce solo all’età-.
Inserire un cilindro di 30 cm in un canale di molto più stretto e più corto non è divertente come potrebbe sembrare in un film porno. Può piacere, ma non è un articolo per tutte, un po’ come i leggins color carne.

E non siamo tutte dedite al sadomaso. Senz’altro nessuna- o quasi…sicuramente esistono delle estimatrici del genere: il mondo è bello perché è insensato- spera di trovare un uomo con un micropene, ma il buon ” in medio stat virtus” vale anche in questo settore.

Non è neanche la bellezza ad attrarci, insomma, Rocco poteva essere un gran figo 20 anni fa, ora è un bell’uomo, ma non uno per cui ci si strapperebbero le mutande.

E allora cosa?!?

Di Rocco ci piace l’idea che da, di uno che ti prende e sa cosa fare, a cui non devi stare a spiegare nulla, che trova la bellezza in ogni donna, sicuro, ironico. Ieri l’ho visto consolare Rachida, la donna salice piangente, ex concorrente di Masterchef, che è una tale rompicazzo- permettetemi il francesismo- da sembrare bipolare e in sindrome premestruale 30 giorni su 30… e il Nostro, lì, tutto tranquillo a dirle come valorizzarsi, a commuoversi pensando ai figli.

Rocco. Siffredi. Vestito.

Dispensava consigli alla Enzo Miccio, ma sprizzava virilità da ogni poro. Ad un certo punto, sprizzava virilità pure Rachida, per osmosi.

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Enzo Miccio su Realtime

Quindi, cari Gentleman, forse non c’è bisogno di avere un manganello telescopico fra le gambe per far felici noi donne, né di fare la spola fra estetista e palestra, né di specchiarvi in ogni superficie riflettente o vestirvi come se aveste l’acqua in casa, i Turchi alla porta e solo gli abiti di vostra madre a portata di mano.

camicia-di-jeans-e-maxi-stola-di-scervino                                                      Un modello della nuova collezione di Scervino

C’è solo bisogno che ci facciate capire che sapete cosa state facendo, che possiamo fidarci, che siamo belle- anche quando sembriamo uscite da “L’esorcista”.

Siate sicuri, siate dolci.

p.s. Circa un anno fa, ho sognato Rocco. Ero molto esalata: finalmente avrei imparato qualcosa!
Mi ha regalato una cyclette. Una bici con i pedali a forma di cuore. Forse avrei dovuto capire in che città sarei finita.
Solo io sogno Rocco vestito.

Spread-Your-Love-by-Hamed-Kohan

Gadget per la bici di Hamed Kohan “Spread Your Love”

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La donna botonica

Qualche settimana fa, nel mio giorno libero, sono andata in un caffè molto carino con la mia amica C, presa da una voglia irrefrenabile di torta di mele.

Un caffè che vende anche pezzi vintage di arredamento, un po’ hipster,  dove si mangia roba bio, si bevono cocktail nei bicchieri della marmellata- ormai il nome Rocco è associato più volte ai barattoli Bormioli, che al mitico Siffredi… O tempora! O mores!- e ci si siede su sedioline da giardino in ferro battuto, tipo quelle che c’aveva nonna, il tutto  situato in una piazzetta che sembra un cortile.

5093_10210_11643                                                                           Il “Quattro Stagioni” di Bormioli

Insomma, un posto adorabile! Almeno fino alle 18,30.

Alle 18,30 si è riempito di un esemplare di donna moderna che, personalmente, aborro. La donna botonica.

Prima che mi diate della reazionaria- insulto” che peraltro funziona sul mio ego esattamente come un morbido tocco di crema idratante-, voglio dire che non ripudio assolutamente la chirurgia plastica, ma quando è necessaria, anzi, in alcuni casi sono un’estremista della mutua… Ossia, non ti crescono le tette e hai solo due capezzoli? Te lo paga la mutua. Hai un naso talmente brutto che può crearti un danno psicologico? Idem. A casa tua non hanno installato la parabola, perché già ci sono le tue orecchie? Propugno per l’operazione neonatale.

Per il resto, sono del partito Mentadent: ” Prevenire è meglio che curare” e mi riempio di creme da anni.

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La Donna Botonica, di solito, ha circa 40 anni, ma ne dimostra 60.

Prima della paresi di tutti i muscoli facciali e dell’iniezione di vari riempitivi, era pure una figa, almeno nella maggior parte dei casi, ma ha avuto paura. Paura di invecchiare male, quindi, senza aspettare che il tempo facesse il suo corso, magari con esiti meno disastrosi, ha pensato di fare da sola. Non proprio da sola, è andata dal chirurgo.

Tralasciando i discorsi sui principi etici che animano l’operato di molti chirurghi plastici, principi etici, ma anche estetici, di dignità dubbia, mi soffermerei sul risultato di questi interventi.

La maggior parte delle donne botoniche è passata per almeno quattro step del rifacimento: ha iniziato con il naso, quando ancora i nasi li prendeva a martellate Thor e le narici le mettevano all’altezza delle occhiaie; ha continuato con il seno, alterando totalmente il senso della proporzione del suo corpo; si è fillerizzata, nel migliore dei casi, le labbra e gli zigomi e, ora, per festeggiare l’ingresso negli anta, sta meditando sul ringiovanimento vaginale, ovviamente corredato da sbiancamento anale. Allo stato attuale, è un ibrido fra Baglioni, Cher ed Eva Grimaldi, spesso con le labbra della Morich.
Generalmente, risponde al detto:”dietro liceo, davanti museo”, visto che continua a vestirsi come sua figlia, solo rifornendosi da Chanel, anzichè da H&M.
Oltre a vestirsi come sua figlia, ha anche le sue stesse abitudini: quindi, anziché andare a casa a preparare la cena, come sarebbe auspicabile, all’ora di cena è ancora a sbronzarsi in un locale.
( Ho chiaramente detto alle amiche presenti che, se a 40 anni mi comporto così, possono uccidermi.)
La presenza di un canide della grandezza di un topo, possibilmente isterico, è un compendio necessario. La donna botonica c’ha er cane, come direbbero nella mia nobilissima lingua d’origine, perché lei è animalista, infatti ha la pelliccia, ma compra al cane il cibo bio e lo fa sedere a tavola con lei.

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Un’altra caratteristica è l’iperattività: all’insegna del “faccio cose, vedo gente”, la botonica non sta mai ferma. Entra ed esce dal locale almeno sei volte, sebbene esista il servizio al tavolo. Fa capire che lei è di casa, e, nel contempo, riesce a stressare tutti quelli che siedono nei tavoli vicini.
Insomma, voi siete lì a rilassarvi e questa fa avanti e dietro quindici volte, che neanche al casello il 15 d’agosto c’è tutto questo andirivieni. ( Numerologia inconsapevole.)
Poi la senti parlare, dei suoi uomini, della sua vita- lavoro, shopping, benessere- e un po’ rimpiangi di avere un udito così fino, quello che ti rinfacciava il tuo ex quando eravate a cena fuori e riuscivi a captare il battito d’ali della farfalla cinque tavoli dopo…

“Lasciami tutte le rughe. Non ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele venire”
Anna Magnani al suo truccatore
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