Cinque+1 regole che una donna dovrebbe seguire al mare

Piove. Anzi, diluvia.

Sono uscita con “l’0mbrelluccio bucato” di De Gregori, sono tornata a casa con l’Arca di Noè. Ormai vivo inconsapevolmente in un paese dal clima semitropicale e le stagioni sono un apostrofo liquido fra le parole inquinamento e riscaldamento globale.

In questa ridente domenica di fine giugno, prima che cada la neve, ho deciso di stilare sei preziose regole per affrontare il mare.
Ok, sono poco credibile come simpaticafashionblogger, torniamo alla versione beta, la solita cinica.
Ah, sono sei perché è il doppio di tre, tre è numero perfetto, ma, soprattutto, arrivata a cinque, mi sono accorta che ne mancava una.

1- Niente tanga e topless al mare.
Il troppo stroppia, lo dice anche il proverbio.
Sì, agli uomini piace. A quali uomini?!? Chi volete rimorchiare, un utente premium di Youporn?!?
Può andare bene se siete in una spiaggia sperduta e state girando lo spot della Bilboa,  ma, ad Ostia, siete solo delle tamarre.

Primo corollario: prima di ostentare un perizoma O un topless, accertatevi di potervelo permettere, magari mediante l’uso di uno specchio, in casi estremi, ricorrendo ad una giuria popolare, composta dalle donne che vi sono più vicine.
Se il vostro b side è costellato di crateri come la Luna e sotto le vostre tette ci sta comoda una confezione di pastelli, anziché una matita, magari un bel costume può darvi una mano. E lo dice una che ci paga l’Imu sul fondoschiena…

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( Ah, così per dire… prendere il sole in topless non fa bene. Se non ci siete arrivate da sole a capirlo, cercherò di venire incontro alle vostre capacità mentali partendo dalla motivazione più frivola: fa venire le rughe e tramuta il vostro decollete nel Grand Canyon. Passiamo a quella seria: il sole non è un toccasana per zone così delicate.)

Secondo corollario: il costume non si infila nel sedere.
Se avete optato per qualcosa di sobrio, mantenetelo anche quando siete occupate in “operazione lucertola”, anche perché l’effetto tendina della doccia è agghiacciante. Possiamo solo sperare che arrivi Norman Bates ad accoltellarvi.

Anthony-Perkins-in-Psycho-005                                                          Anthony Perkins in “Psyco”, 1960

2- La depilazione non è un elemento accessorio.

Ho già parlato di quanto siano perniciosi i peli per una donna.
Sono la causa di milioni di casi di tradimento, peraltro giustificato.
Probabilmente, se il fatto venisse portato a conoscenza del giudice, in una causa di divorzio, vi darebbe anche l’addebito della separazione, quindi, depilatevi, depilatevi, depilatevi, soprattutto se andate al mare.
Solo una cosa è più agghiacciante di una donna con le culotte di pelo, una donna con le culotte di pelo e il costume trasparente.
Nessuno vi chiede operazioni estreme, semplicemente sarebbe bello non vedere cosa c’è sotto. Lasciamo una punta di mistero.

cuginoitt1                                                            Cugino Itt nel telefilm “La famiglia Addams”

3- La paranza non dovete cucinarvela addosso.

Prendere il sole senza protezione fa male. Il bergamotto, la Nivea- mani, confezione blu di alluminio… mie care tossiche del sole, vi conosco-, l’Olio Johnson potevano andare bene negli anni ’80, o forse nei ’60, quando il buco nell’ozono era piccino picciò e le quattro stagioni non erano solo un’opera di Vivaldi. Allo stato climatico attuale, sarebbe più sano smettere di cospargersi con latte di olio degne di una cucina industriale, è anche molto volgare.
Va bene, non vi piace la crema e non vi abbronzate, ma se siete talmente unte da dovervi sdraiare sulla carta paglia, anziché sull’asciugamano, qualche problema c’è.
124008798-28f8ba70-708c-40ac-b786-60d92d75ef0d                                                                             Nivea, reclame vintage

4-Le pose estreme per prendere il sole nuocciono gravemente alla salute di chi vi sta intorno.
Assumere posizioni ginecologiche per prendere il sole è una pratica tribale.
Chiudete quelle cazzo di gambe! Una donna non sta a gambe larghe ( non dice neanche cazzo, ma questo è un appello disperato), se non in specifiche occasioni, che non comprendono la tintarella. Soprattutto, non le aprite mai se vi mancano i requisiti espressi al punto 2. Mai.

Corollario: diventare color mattone non è sexy. Fa solo pensare che siate parenti di Roberto Carlino.

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5- Orecchini, tacchi, trucco sono banditi dalla spiaggia.

Devo anche spiegare il perché o basta che dica semplicemente che esiste un dresscode anche per andare in spiaggia?

6-Se siete mamme, se siete fidanzate, se siete oche…

Se siete mamme, non ammorbate i frequentatori dell’intera spiaggia elogiando le prodezze di vostro figlio- consistenti, per lo più, nella creazione di castelli di sabbia, fatti di diarrea, nell’essersi nutrito e nell’aver defecato con regolarità-; non permettete ai piccoli meravigliosi frugoletti di correre indisturbati fra le file di gente sdraiata, alzando la stessa sabbia di un fuoristrada durante la Parigi Dakar, portateli a riva e, se non ne potete più di seguirli, sperate nell’arrivo di un’onda anomala. I figli sono piezz’ ‘e core, sì, ma il vostro, non quello di tutti gli avventori della spiaggia.
Se siete fidanzate, per favore, evitiamo le filippiche alla vostra malcapitata metà, ad uso e consumo dei vicini di ombrellone nel raggio di 300 metri. Sicuramente lui ha dimenticato la crema, le ciabatte ed il costume, ma non ha scordato i tappi con cui difendersi dal vostro attacco, mentre i poverini che vi sono intorno non hanno fatto nulla per meritare tutto ciò.
Se siete oche, va tutto bene- tanto non capireste-, ma cercate di schiamazzare silenziosamente.

Le vacanze sono un bene prezioso: difendiamole.
Quando ero piccola, si faceva un mese di ferie, ora, a malapena due settimane attaccate.
La gente va in vacanza per riposare, non per farsi rompere i coglioni.

– Sì, lo so, una signorina non dice “coglioni”, ma è più incisivo!-

Campagna promossa dall’ Associazione Misantropi Italiani

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Da http://www.sgrammaticati.it

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La maledizione della ceretta

Premessa: non stiamo parlando di Amore.

Qui non si parla di rapporti di lunga percorrenza: matrimoni, convivenze, fidanzamenti ufficiali, situazioni nelle quali si è più propensi a chiudere un occhio- un occhio, non entrambi… ne riparleremo-; qui si parla di last minute, pit stop, mordi e fuggi occasionali.

La Maledizione della Ceretta, infatti, interviene esclusivamente in situazioni non consolidate, quelle in cui due esseri umani adulti decidono di dedicarsi al mambo orizzontale in maniera non continuativa, senza instaurare relazioni che implichino qualcosa in più di una telefonata il giorno successivo.

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Dirty Dancing, 1987

Partendo da questa necessaria premessa, passiamo ora ad enucleare il contenuto di siffatto problema che affligge il sesso femminile, analizzato in maniera scientifica dalla mia amica Emme.

Visto che avere un’emorragia mensile, partorire, ma ancor prima, se proprio volessimo andare a sindacare, essere nate dalla costola di un essere che possiede meno neuroni di noi e dallo sputo di una entità di dubbia esistenza, evidentemente, non bastava, la Natura matrigna, di leopardiana memoria, ci ha dotato di peli.

maxresdefault                                                   Gianluca Grignani, “L’aiuola”

E non solo nelle zone in cui un po’- e preciso un po’, care signore- di pelo può andar bene, ma, per le più sfortunate, ovunque.
In ogni caso, sia che voi rientriate nella fascia normopelo, sia che siate l’anello di congiunzione fra la scimmia e la donna, la Musa del Silk- épil, sappiate che, nella maggior parte dei casi, quando dovrete vedere il vostro occasionale amante, avrete una ceretta da fare.
Ve lo dice una che fa la ceretta ogni 20 giorni, che, per una implume, come me, significa che, come estetista, ho Grissom di CSI, per trovare cosa depilare.

csi-william-petersen                                                           Una scena di C.S.I.
Ovviamente, quando arriva una telefonata per un rendez vous, la seguente parte in automatico ed è indirizzata all’estetista, con una velocità che neanche in Africa le gazzelle.
A questo punto, succede una cosa inspiegabile: non importa che siate a Belluno a -20, circondate da donne che ammettono di depilarsi “solo in Estate, tanto in Inverno porto i pantaloni”, o in Sicilia, a +20, tutte le donne del circondario avranno deciso che è il giorno giusto per darci giù di disboscamento, come taglialegna canadesi, ergo: l’estetista non ha un buco di cinque minuti per arare i vostri orticelli.

Perfetto, parte la chiamata random a tutti i centri estetici nell’arco di 300 km- “al massimo”, pensate, “accumulo punti con Italo”.
Sì, donne, lo so anche io che esistono i rasoi, ma avete presente quando un uomo non si fa la barba, vi da un bacio e vi carteggia la guancia, che dopo non basta neanche la Pasta Fissan per risanare il danno epiteliale? Ecco, immaginate di riprodurre quell’effetto natural scrub sulle vostre gambe o, peggio ancora, sul vostro inguine: è orribile. Cosa sarà mai farsi strappare da una sadica un po’ di peli, quando riusciamo a far uscire una testa da  una porta usb?
Finalmente, dopo 7 ore di ricerche, vi richiama l’estetista e vi fa “una proposta che non potrete rifiutare”- peraltro riproduce benissimo anche la voce di Marlon Brando-: ha un “buco” ad un’ora improbabile e, se è plausibile, ovviamente, voi siete dall’altro capo dell’universo, anzi, state allunando.

Vi scapicollate e, comunque, arrivate al vostro appuntamento. Vi sottoponete a minimo mezz’ora di tortura, vi fate strappare anche peli che non avete, vi sgambate talmente tanto che, quando andate a pagare, nel conto compare la voce “ceretta e isterectomia”.E, appena uscite da lì, succede qualcosa per cui l’appuntamento salta.

Sapete che, se non vi foste depilate, tutto ciò non sarebbe successo?

Lo sapete… e, fra voi e voi, pensate:” ma gli anni ’70 erano poi così male?”
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Marina Lante della Rovere per IFAW, 1995

( Ah, un appunto per le maritate, conviventi, fidanzate: il non fare la ceretta costituisce una giusta causa di corna.
Unica attenuante accettata uniformemente dalla giurisprudenza: avete subito un parto eptagemellare. Sotto i 7 gemelli, cocche mie, non siete giustificate.)

(Secondo Ah! Una soluzione ci sarebbe: potreste chiamare voi, quando siete tricologicamente a posto, ma, innanzitutto, le donne non chiamano: si fanno chiamare; last but not least, la maledizione della ceretta funziona anche così: se chiamate voi, dopo aver denuclearizzato la zona, vedrete che il lui di turno sarà dall’altro capo dell’universo; starà salvando il pianeta dagli alieni; avrà messo su famiglia…)

Si vede che oggi ho fatto la ceretta?

“Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la barba alle donne perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.”

                                                                                                                                       Alexandre Dumas

Il teorema di Lassie

Sono una bambina degli anni ’80, cresciuta in quel triangolo misterioso, che accomuna programmi televisivi come” Occhi di gatto”, “I Robinson” e “Lassie”.

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Con questo bagaglio culturale, non potevo  non diventare un’adulta, per così dire,” complessa” ed imbattermi, perciò, in creature del genere maschile, altrettanto ricche di sfaccettature… ma cosa sto dicendo??? Uomini con delle sfaccettature?!? Ho  forse deciso,inconsciamente, di dare un’impronta fantasy a questo post?

Torniamo alla realtà, la maggior parte degli uomini che ho incontrato, nella mia giovine vita, si è distinta per avere una personalità degna di Jack lo Squartatore, affetto da sindrome premestruale e senza paracadute- altro che Nuvenia!- , accompagnata da un ego che neanche Ottaviano Augusto ai tempi d’oro, compresso in corpi, che variano dal Bronzo di Riace a Giacomo Leopardi- beh, almeno quando capita la versione bronzea, le idiosincrasie interiori si sopportano meglio: è sempre meglio piangere su di una Ferrari, che su di una 500-.

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Ma un fenomeno accomuna,  in base a fondati studi statistici, la maggior parte degli uomini che ho frequentato- e che hanno frequentato le mie amiche-:  essere affetti dalla Sindrome di Lassie.

Non si tratta di ipertricosi: è molto più persistente. Ricordate per sommi capi chi fosse Lassie?

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Lassie era un collie, protagonista di un telefilm un po’ datato, su cui si abbattevano le peggiori calamità, in contesti naturalistici degni di Bear Grylls. L’episodio seguiva, quasi costantemente, questo schema:  il cane si smarriva, in un luogo ameno, possibilmente al calare delle tenebre e con qualche animale feroce nei paraggi; l’essere umano, che l’accompagnava, rischiava la vita, in maniera sempre piuttosto creativa;  Lassie riusciva a chiamare i soccorsi, neanche avesse un navigatore sotto il pelo e un traduttore simultaneo cane-umano, e tornava a casa.

La certezza:  il ritorno a casa. Dagli Appennini alle Ande, dal deserto dei Tartari o dall’Uganda, Lassie tornava. Sempre. Il ritorno di Lassie era un fatto indubitabile. Come l’esistenza di Google. – Su Dio, non mi pronuncio…-

La stessa regola vale per gran parte del genere umano maschile. È inutile stare ad angustiarsi per la telefonata non ricevuta, per il messaggio non arrivato o, meglio ancora, “visulizzato alle…”, ma che non ha ottenuto risposta. Per dirla con i Guns ‘n’ Roses “Said woman take it slow /It’ll work itself out fine/All we need is just a little patience”, ovviamente Axl non alludeva alla sindrome di Lassie,  ma è una bellissima canzone per far passare il tempo.

PATIENCE

State tranquille: come Lassie, gli uomini, almeno quasi tutti, tornano sempre. Prima o poi. Bisogna solo mettersi sulla riva del fiume, alla stregua del famoso cinese del proverbio, e attendere, pazientemente e magari con delle amiche, il cadavere del proprio nemico… certo, non fate della vostra vita un’attesa, alcuni non tornano- per fortuna!- e, soprattutto, visto che siete lì sul greto del fiume: bikini, crema solare e cappello di paglia… sia mai che ne passi uno migliore, nel frattempo!

“Trovi un altro più bello che problemi non ha” Raffaella Carrà

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