Il bluff del bello e tenebroso

Un volta nella vita capita a tutte di cascarci: non c’è donna che non abbia ceduto alle lusinghe di un uomo bello e tenebroso.

casablanca_cigareeteHumphrey Bogart in Casablanca, 1942

-Per me, il bello e tenebroso per eccellenza è Humphrey Bogart in “Casablanca”, ma scordatevi che per voi ci sia sempre Parigi, la versione 2.0 del bello e tenebroso contempla, al massimo, una visita a Fregene e “We’ll always have Fregene” non ha nulla di poetico.-

Che poi, chiamarle lusinghe, è un po’ un’ostentazione: il bello e tenebroso non ci pensa proprio a voi, siete voi che, invasate da una botta di mancanza di autostima, vi legate a lui come una cozza allo scoglio. Lui, al massimo, ha ammiccato, ma non lo ha fatto verso di voi: c’era uno specchio che non avete visto.

Gli uomini della mia wish list si sono sempre divisi in due categorie opposte: i poeti e gli armadi. O mi intriga il pallido, magro allampanato, che sembra uscito dal libro cuore e parla lingue simili all’elfico o, viceversa, l’uomo 195 cm per 100 kg, un uomo che rende pleonastico l’uso della scala, quando devi fare il cambio di stagione.

pillowtalk2_2105181iRock Hudson e Doris Day in “Pillow talk”,1959

C’è stato ovviamente un bello e tenebroso anche per me,  ma, in generale, non amo l’autocompiacimento maschile, credo la che fila, una donna, dovrebbe farla solo alle Poste- e ora che esistono le versioni online, neanche lì-.

Quindi mi rifaccio ad accurate analisi di laboratorio condotte sulle mie amiche, all’uopo travestite da cavie.

Bunnies Fly BOACConigliette vintage

Generalmente, il bello e tenebroso è innamorato di sé stesso, al punto che non ritiene sia il caso di disvelarsi al grande pubblico. Per questo sta zitto. Se è effettivamente piacente, caso raro, generalmente lo si può definire, al massimo, affascinante, sa che non ha bisogno di parlare. Alle volte, invece, il silenzio è spia di un più ben grave deficit, che riassumerei con le parole della mia amica A, fidanzata a lungo con un soggetto di simil fatta, ossia: “In realtà, non ha un cazzo da dire”.

Ecco, passi pure il fatto che sia autocompiaciuto del suo fascino, ma anche che, sotto sotto, sia interessante come una barbabietola, no. Questo è troppo, anche perchè non potete neanche farlo a fette e cuocerlo in forno. Sarebbero lesioni personali gravissime o omicidio.

In ogni caso, siccome la consapevolezza è la prima arma, sappiate che, in una relazione con un uomo così, n0n vi sentirete mai sole, ma non sarete neanche le prime: mai sole, perchè insieme a voi ci sarà anche un nugolo di altre donne; neanche le prime, perchè il centro del suo mondo è lui, seguite voi, a pari merito o poco dopo, le groupies.

almostfamousmusicIl cast di “Almost famous”, 2000

Quindi, carine, siamo sicure che, nella vostra vita, ci sia bisogno di un uomo così? Ricordate la legge della domanda e dell’offerta? Se cala la domanda, l’offerta deve adeguarsi. Facciamo diventare i belli e tenebrosi, belli e loquaci. Belli e partecipi.

E ripuliamo il mercato da quelli che, effettivamente, in fondo in fondo, ma neanche troppo, “non hanno un cazzo da dire”.

We can do it!

we_can_do_it___remastered_by_thedrifterwithin-d56rqh1Westinghouse Electric and Manufacturing Company, 1943

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Vestivamo alla puttanesca

1990. Al cinema, usciva “Pretty Woman”. A casa, nasceva mia sorella.
Due eventi che avrebbero cambiato la mia vita, soprattutto il secondo, e, il primo, la vita della maggior parte delle donne che conosco.
Se c’è qualcuno a cui dovete chiedere il rimborso per anni ed anni di analista, per le lacrime versate, per tutte le volte che l’uomo, che avevate pensato fosse il principe azzurro, si è rivelato un “verme verminoso”, beh, quel qualcuno è Gary Marshall, il regista.
( Che, peraltro, non abbastanza soddisfatto dell’effetto devastante dei suoi film sulla psiche femminile, ha continuato con ” Se scappi, ti sposo”, traslato nella realtà in ” Se scappi, non pensare che ti insegua”).
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Pretty Woman è il film che ha confuso almeno due generazioni di donne, ma affrontiamo la questione in maniera sistematica.
Partiamo, come novelle Tommaso D’Aquino in gonnella- l’eresia è sempre dietro l’angolo-, dalla confutazione delle premesse: un uomo ricco, ricco in maniera imbarazzante, non uscirebbe mai con una prostituta, non una escort, ma una di quelle con i vestiti fluo e le parrucche, caricata sulla Salaria. A meno che non sia un politico italiano. Da un politico italiano ci si può aspettare di tutto, ma non ho mai visto un politico italiano bello come Richard Gere.  Sto ancora cercando di appurare se sia una questione di sfiga geografica o di associazione di categoria.
Va bene, poniamo il caso che esista un uomo che vi si raccatti, vestite da meretrici tamarre, per strada.
Non vi darà mai “tutti questi” per fare shopping: secondo le statistiche, 1 uomo su 25 000 da la sua carta di credito alla moglie, nonchè madre dei suoi figli, e non prima che sia stato minacciato un embargo della patata capace di far apparire ridicolo l’embargo americano a Cuba. E non nominiamo neanche la “sfacciata somma di denaro”!

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Ma avanziamo anche l’ipotesi che troviate un allocco che vi regali tutto il contante necessario a fare vostra l’ultima collezione Louboutin, minimo minimo, vi chiederà favori sessuali per cui Eyes Wide Shut vi sembrerà un film per educande. E non dimentichiamo la premessa di cui sopra: è sicuramente brutto. Fate due più due e otterrete un quattro degno di Dario Argento.
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E ora passiamo ad uno dei momenti più romantici…
A beneficio della vostra fedina penale,  a meno che non abbiate un pianoforte in camera, beh,  fare l’amore nel pianobar di un albergo configura la fattispecie di atti osceni in luogo pubblico.
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Ma ci sono elementi veritieri nella sceneggiatura. Uno dei personaggi più credibili del film è l’amico stronzo ed invidioso-  non mi piace indulgere nel turpiloquio, ma “stronzo”, in questo caso, è l’unico termine veramente appropriato-. In ogni relazione meravigliosa che si rispetti, c’è un amico stronzo ed invidioso. Uno che non ha ancora superato i sedici anni, la fase del “facciamo tutto insieme”. Quest’uomo, per quanto possa mostrarsi simpatico inizialmente, sarà il vostro peggior nemico: tenetelo a mente.
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Un altro momento verosimile si ritrova nella scena successiva alla partita di polo, il dialogo che inizia con ” Come va?” “Bene” e prosegue con “E come stai?” “Bene”, potrebbe essere stato scritto da una coppia qualsiasi. Quando una donna risponde “Bene”, un uomo inizia a procurarsi i documenti per l’espatrio.
Nella vita, incontrerete, se già non è successo, sempre un idiota che vi darà della prostituta, per lo più senza contraccambiare con del denaro le vostre prestazioni erotiche e ci saranno più di mille discussioni, anche con degli uomini che amerete realmente, in cui, da un “come va?”, nascerà una situazione spiacevole.
In questa sede, salterei a piè pari la sequenza della serata all’ Opera, troppo semplice da confutare: basti dire che la maggior parte degli uomini non riesce a comprare una sciarpa per la sua compagna, immaginate un collier di brillanti.  Sparare sulla Croce Rossa, a conti fatti, è meno crudele.
Arriverei al punto focale della nostra analisi: nessuno vi salverà.
Per iniziare, quando dite “ti amo” ad un uomo e quest’ultimo non risponde, nel 90% dei casi è perchè non vi ama, il restante 10% dorme.
Nessun uomo, sebbene non desideri una relazione, vi pagherà affitto, abiti e non solo, per sempre, ma neanche per un giorno, a meno che non sia vostro padre, vostro nonno o vostro fratello.
A memoria di donna, non c’è stata una, dico una, delle mie amiche che sia stata salvata da un uomo con sotto le note de “La Traviata“- a titolo informativo, Violetta, la protagonista, muore di tisi, altro che lieto fine: Giuseppe Verdi e Francesco Maria Piave erano due che sapevano il fatto loro-.
Concentratevi sulla fine di Violetta e smettete di pensare che qualcuno accorrerà con le sue maschie braccia a tirarvi fuori dai guai.
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Mie care amiche, donne, concittadine: la mano che vi darà aiuto, è quella posta alla fine del vostro braccio.
Basta pensare che un uomo vi “risolva”, vi strappi da ciò che non funziona della vostra vita, magari arrivando a bordo di una limo. Salvatevi da sole! Quando qualcuno vi salva, ciò che ha salvato, diventa magicamente suo.
Createvi una vita piena, così quando arriverà il vostro pseudo Richard Gere, con i vestiti stazzonati e una carta prepagata, se deciderete di tenervelo, sarà perchè lo amate davvero… E… ricordatevi che una solo ci è riuscita: “quella granculo di Cenerentola!”
(E no, non siete voi.)
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